Si è svolta, presso l’Ufficio di Piano, la cerimonia inaugurale che ha ufficialmente sancito l’avvio del Servizio per l’Affidamento e la Solidarietà Familiare (SASF), istituito presso l’Azienda Speciale Consortile “Comunità Sensibile”, ente capofila dell’Ambito Territoriale S01_2.
All’evento hanno preso parte i professionisti di Comunità Sensibile guidati dal direttore, la dottoressa Rosaria Dell’Aversana, Luigi Cozzolino e Annalisa Galasso, presidente e vice presidente del Consiglio di Amministrazione di Comunità Sensibile con Maria D’Aniello, assessore alle Politiche sociali del Comune di Angri e Giulia Attianese, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Sant’Egidio Del Monte Albino. Tutti a testimonianza di un impegno condiviso e unitario a favore delle politiche di tutela dei minorenni e di sostegno alle famiglie.
Con l’attivazione del SASF, l’Ambito S01_2 si conferma territorio precursore nell’attuazione di un servizio strategico e altamente qualificato, anticipando e dando piena attuazione agli indirizzi normativi regionali e nazionali in materia di affidamento familiare e solidarietà familiare. Un passo significativo che rafforza la rete dei servizi sociali territoriali e innalza gli standard di presa in carico e accompagnamento dei nuclei familiari e dei minorenni in situazione di fragilità.
«Per crescere un bambino non basta una famiglia da sola, serve una comunità intera capace di prendersene cura», spiega la dottoressa Lucia Cajazzo, referente della linea operativa Pari Opportunità. «È da questo principio che nasce il SASF – Servizio per l’Affido o la Solidarietà Familiare, un servizio pubblico e gratuito pensato per offrire ai bambini che vivono situazioni di fragilità temporanea una rete di adulti affidatari o di appoggio».
«Il SASF si rivolge a chi desidera mettere a disposizione tempo, ascolto e relazioni – continua Cajazzo – non per sostituirsi alla famiglia d’origine, ma per affiancarla. L’affido familiare, infatti, non è un’adozione: è una forma di solidarietà che tutela il minore e sostiene i genitori, con l’obiettivo di favorire il rientro del bambino nel proprio nucleo familiare».
La dottoressa Cajazzo sottolinea come il servizio sia aperto a tutti: «Possono proporsi persone singole, coppie con o senza figli, giovani adulti, nonni o vedovi. Non esiste un unico modello di disponibilità: c’è chi può offrire presenza quotidiana e chi solo alcuni pomeriggi, nei fine settimana, durante le vacanze o anche un solo giorno a settimana. I bisogni dei minori sono diversi e il SASF costruisce per ciascuno la risposta più adeguata».
«Essere affidatari o adulti di appoggio è un atto di grande generosità e responsabilità sociale», conclude Cajazzo. «Come comunità abbiamo il dovere di prenderci cura dei più piccoli, perché spesso il cambiamento nella vita di un bambino nasce proprio da un gesto tempestivo di accoglienza».
Il SASF si avvale di una Équipe multidisciplinare specializzata, composta da assistente sociale, psicologo ed educatore/pedagogista, in conformità a quanto stabilito dalla normativa vigente.
L’obiettivo principale del SASF è promuovere, qualificare e sviluppare l’affidamento familiare, garantendo interventi strutturati, competenti e coerenti con i bisogni dei minorenni e delle famiglie. In particolare, il servizio svolge funzioni di:
- informazione, sensibilizzazione e promozione della cultura dell’affidamento e della solidarietà familiare;
- valutazione, formazione e accompagnamento delle famiglie e dei singoli disponibili all’affidamento;
- costruzione e attuazione dei progetti di affidamento, inclusa l’attività di abbinamento;
- analisi del fabbisogno territoriale e gestione dei Registri d’Ambito delle famiglie affidatarie e solidali;
- collaborazione stabile e integrata con i servizi sociali, sanitari e con le istituzioni coinvolte nella tutela minorile.
Il SASF si rivolge a tutte le famiglie, coppie e persone singole, senza distinzione di nazionalità, orientamento o condizione economica, che intendano offrire sostegno, accoglienza e accompagnamento a bambini e ragazzi che attraversano un periodo di difficoltà. Al centro dell’intervento restano i diritti dei minorenni, il coinvolgimento e il sostegno della famiglia d’origine e la valorizzazione del ruolo della famiglia affidataria, intesa come risorsa complementare e temporanea.
Con questo avvio, l’Ambito S01_2 rafforza il proprio ruolo di modello di riferimento nel panorama regionale, ponendo le basi per una comunità sempre più sensibile, solidale e attenta ai bisogni dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie.




















