“A mezzo stampa e tramite canali online, sono state recentemente diffuse informazioni personali e dettagli sensibili che riguardano la mia persona, senza il mio consenso e in assenza di alcun interesse pubblico attuale o legittima finalità giornalistica.
Tali contenuti, divulgati da testate nazionali, riguardano ambiti strettamente privati, anche con riferimento a presunti procedimenti giudiziari, senza che sia stato esercitato un doveroso controllo sull’attendibilità, sulla veridicità e sulla pertinenza dei dati.
Tale trattamento dei miei dati personali avviene in violazione del Regolamento UE 2016/679, in particolare degli articoli 5, 6, 17 e 18, e configura una lesione grave del mio diritto alla riservatezza, alla reputazione e all’identità personale, oltre a una potenziale interferenza con la mia sicurezza”.
Lo sostiene in una nota Maria Rosaria Boccia.
“La stampa – aggiunge ancora Boccia – ha pubblicato tali notizie ignorando del tutto le tutele previste dal segreto investigativo (art. 329 c.p.p.), mentre la serietà e la riservatezza delle Procure coinvolte appaiono gravemente compromesse, poiché la diffusione è avvenuta senza alcuna comunicazione formale nei miei confronti, né verifica da parte dei media”.




















