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Scafati – Carotenuto: ”Spieghiamo perché come Opposizione ci siamo astenuti sul tema del plusvalore.”

In Consiglio Comunale qualche giorno fa abbiamo affrontato un tema centrale per il futuro della nostra città: il contributo straordinario che le aziende devono versare, oltre agli oneri di urbanizzazione, quando ottengono autorizzazioni in area ZES.

Parliamo di crescita, investimenti e lavoro. Ma parliamo anche – e soprattutto – di infrastrutture, strade, servizi, opere pubbliche. Perché lo sviluppo non può e non deve ricadere sulle spalle dei cittadini.

E invece, ancora una volta, ci siamo trovati davanti a una gestione confusa e approssimativa.

Una delibera prima ritirata, poi ripresentata, poi modificata con l’inserimento di una formula di calcolo del contributo straordinario che, secondo il sindaco, non sarebbe nemmeno dovuta far parte dell’atto. Peccato che fosse firmata proprio da lui. A segnalarlo, giustamente, il collega Michelangelo Ambrunzo.

Nel tentativo di rimediare, è arrivato un emendamento per cancellare quella formula. Dopo pochi minuti, anche quello è stato ritirato. E alla fine si è tornati al punto di partenza, approvando il testo iniziale.
Una girandola di ripensamenti, responsabilità scaricate su altri enti, cambi di rotta continui. Insomma: una confusione totale in cui noi tutti dell’opposizione abbiamo dato battaglia per far capire che non solo non eravamo contrari e non siamo contrari ad un’entrata di cassa ma che si stava generando una confusione infinita soprattutto dal punto di vista procedurale.
Anche perché, in Campania, esistono regole chiare sul recupero del plusvalore urbanistico e sul contributo straordinario legato alle varianti e agli interventi speciali: strumenti che servono proprio a garantire equità, trasparenza e benefici reali per la collettività. Strumenti che andrebbero applicati con serietà, non piegati all’improvvisazione del momento.
Per questo abbiamo scelto l’astensione.
Non per fuggire dalle responsabilità.
Non perché siamo contro lo sviluppo.
Non perché siamo contro gli imprenditori o contro gli investimenti.
Ma perché non possiamo legittimare, con un voto favorevole, una proposta costruita in modo così incerto.
E allo stesso tempo non vogliamo trasformare un voto contrario in uno strumento di propaganda, vista l’importanza del tema.

E sia chiaro: lezioni di moralità non ne accettiamo da chi cambia schieramenti e posizioni con la stessa facilità con cui si cambiano le mutande.

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