Ex assessore De Luca: “Per settimane omertà in città. La politica locale è sparita, a settembre sparirà la puzza e tutti dimenticheranno. 407 milioni agli altri, a noi zero”
Dopo settimane di odori acre e proteste nei quartieri, il fiume Sarno torna al centro del dibattito pubblico a Scafati. E lo fa grazie a una mobilitazione che, secondo l’ex assessore De Luca, ha “rotto l’omertà” che si respirava in città e costretto tv nazionali e istituzioni a guardare dove prima c’era solo indifferenza.
“Dopo tanto parlare sul fiume Sarno siamo riusciti a far mobilitare la tv nazionale e la politica locale e regionale” dichiara De Luca. “La protesta ha interrotto quell’omertà che da qualche settimana si notava in città, come avevamo programmato. È bastato alzare l’attenzione sul Sarno e paragonarlo a Chernobyl, rubando la scena a chi pubblicizzava che ormai era tutto a posto: mancavano solo i salmoni e le trote”.
Il riferimento è polemico e diretto a chi nelle ultime settimane aveva minimizzato la situazione, dipingendo un quadro di normalità sul corso d’acqua più inquinato d’Europa. Le immagini e le testimonianze portate in piazza, invece, raccontano un’altra realtà: miasmi estivi, scarichi e cittadini che da settimane respirano “il veleno estivo”.
*Gli appelli caduti nel vuoto*
Il punto più duro della denuncia riguarda la risposta delle istituzioni locali. “Agli appelli dei cittadini scafatesi che protestavano e chiedevano aiuto ai politici locali è stata riservata scena muta” attacca De Luca. “E poi la partenza per il mare. Tanto a settembre arriva, la puzza non si sente più e gli scafatesi dimenticano l’inquinamento”.
Secondo l’ex assessore, è proprio questa la strategia: attendere che passi l’estate. “Ormai è già tardi, perché per settimane hanno respirato il veleno. A settembre si abbassa la temperatura, spariscono gli odori, e tutto finisce nel dimenticatoio”.
*407 milioni agli altri, Scafati esclusa*
Alla rabbia per l’inquinamento si somma la delusione per le scelte di finanziamento. “Mentre a Torre Annunziata e Castellammare di Stabia vengono destinati 407 milioni di euro per interventi sul territorio, Scafati resta fuori. Di nuovo” sottolinea De Luca.
“È la dimostrazione di un fallimento politico locale e di una scarsa influenza. Non contiamo nulla nelle sedi che contano”.
Lo stesso copione, ricorda l’ex assessore, si è ripetuto con l’ospedale: promesse, annunci e poi niente per Scafati. “Sarà che i nostri politici non hanno le capacità giuste? O semplicemente non hanno il peso per portare a casa risultati per la nostra città?”.
*Ambiente vs menefreghismo online*
La vicenda mette in luce tre problemi intrecciati: l’emergenza ambientale del Sarno, il silenzio istituzionale sui social e sui canali ufficiali, e l’incapacità di fare lobbying per ottenere risorse.
Mentre i cittadini postavano foto, video e richieste di aiuto online, la risposta della politica locale è stata quasi assente. È stato necessario, secondo i promotori della protesta, forzare la comunicazione: alzare i toni, coinvolgere i media nazionali, usare paragoni forti per uscire dall’algoritmo dell’indifferenza. Solo così il tema è tornato nell’agenda di Regione e politica locale.
Ora la sfida, dicono i comitati, è trasformare l’attenzione mediatica in interventi concreti e in fondi reali. Perché il rischio, avvertono, è che con l’arrivo dell’autunno il Sarno torni a essere invisibile, e Scafati torni a essere l’eterna esclusa, fino alla prossima estate.




















