
Ancora non riusciamo a capire perché per installare qualche attrezzo ginnico all’aperto (giustamente dedicato all’attività fisica di giovani e meno giovani) ci sia stato bisogno di sacrificare ben due aiuole storiche di impianto ottocentesco del nostro Parco Wenner…(…!!!??…)
In tante altre aree verdi della città abbandonate al degrado, avrebbero potuto essere installate queste strutture.
Nelle foto sono visibili quelle piú piccole previste dal progetto voluto dall’amministrazione comunale, ma nell’aiuola adiacente, sempre secondo tale progetto, dovrebbe essere installata un’altra struttura multifunzionale ben più invasiva (con ingombro di circa 9×4 5xh3,5m).
Eppure a seguito del nostro ultimo incontro presso laSoprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, rilevata la criticità di questi lavori in corso e facendo proprie le nostre segnalazioni, la Soprintendente ci confermò una loro sospensione ed una verifica della nostra proposta alternativa di delocalizzazione presso l’area del campo da basket, convocando i responsabili tecnici del Comune.
Nonostante questo “stop” constatiamo oggi con grande amarezza, l’installazione di questi attrezzi di dubbia utilità per i visitatori del Parco ma soprattutto di impatto molto invasivo rispetto all’impianto del giardino all'”inglese” di impianto “romantico” voluto da Roberto Wenner e fortunatamente conservatosi fino ad oggi (con particolari preesistenze ottocentesche come aiuole con palmeti secolari, montagnole e laghetto già restaurati nel 2000)
Oggi abbiamo comunque segnalato alla Soprintendenza questo “intestardirsi” dell’Amministrazione nel non volersi confrontare con le nostre proposte e nel voler proseguire a tutti i costi (per un piano economico generale di circa € 200.000,00 !) tali lavori incompatibili con un contesto storico così delicato ed importante.
Di fronte all’evidenza di quella che si potrebbe definire una grave offesa alla storia della nostra Villa, se non un vero e proprio scempio attuato con soldi dei cittadini, confidiamo dunque nell’intervento in extremis della Soprintendente per consentire la delocalizzazione di strutture così invasive e salvare almeno queste due aiuole storiche.