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Sinner doma Atmane in due set e vola in finale a Cincinnati per il secondo anno di fila

Jannik Sinner mette fine alla favola di Terence Atmane e conquista a Cincinnati la ventottesima finale della sua carriera, l’ottava in un 1000, la seconda di fila dopo quella di Roma, la quarta consecutiva dal suo rientro se si considerano anche il Roland Garros e Wimbledon. Il numero uno del mondo ha battuto il francese in due set (7-6 (4) 6-2) dopo un’ora e 26 minuti. Atmane è stato comunque bravissimo e davvero sorprendente per lunghi tratti del match: ha stupito tutti, il 23enne transalpino, che non ha solo un altissimo quoziente intellettivo (158) ma anche un braccio tennistico di prim’ordine.

Come era successo con Mannarino, Sinner ha sofferto un po’ le variazioni mancine di Atmane (che probabilmente ha visto come aveva giocato il connazionale), soprattutto al servizio, dove era spesso buttato fuori dal campo, ma in fondo non ha rischiato granchè. L’altoatesino, forse anche a causa del tremendo caldo, ha un po’ sofferto fisicamente, ma il malessere è durato pochissimo anche grazie alle parole, come al solito perfette e al momento giusto, di Simone Vagnozzi, che ha capito il momento e dalla panchina ha detto esattamente cosa fare al numero uno del mondo, che ha eseguito come meglio non poteva, e i risultati si sono visti subito.